Le origini di Pignola vengono fatte risalire al XII secolo quando il feudo di "Vineola" viene citato nel catalogo dei baroni nor­manni; in epoca sveva, intorno al 1240, lo stesso feudo è chiamato dall'imperatore Federico II a contribuire alle spese di riparazione del castello di Lagopesole.Con la dissoluzione dell'impero normanno-svevo seguita alla morie di Federico II, il feudo di Vincola segue la sorte comune a molti feudi della Basilicata, di volta in volta assegnali dagli angioini, vittoriosi contro gli aragonesi e nuovi padroni dell'Italia meridionale, al feudatario che meglio ha servito la causa della corona, oppure confiscati per punire i baroni ribelli o venduti per rimpinguare le casse del regno. Secondo queste convenienze il feudo di Vineola viene assegnato a Rinaldo de Puy, poi a Giovanni Pipino conte di Minervino ed ancora alla potente famiglia dei Sanseverino, padrona di quasi tutta la Basilicata.

Il territorio su cui sorge Pignola è formato da stratificazioni quasi orizzontali di scisti galestrini che rendono franoso il terreno in più punti. Al bordo degli scisti, poco lontano dall’abitato si incontra l’Alberese, pietra poco resistente,di cui sono costruite molte case del paese.

Nel territorio di Pignola scaturiscono parecchie decine di sorgenti le quali, quasi tutte di lievi portate, sono usate per usi domestici.

Nel comune di Abriola, nella vallata detta dell’inferno, sorge il Basento,il quale dopo pochi chilometri si riversa nel comune di Pignola. Poco dopo la sporgenza il Basento riceve le acque dette della valle del Torno,in tenimento di Pignola, usato per irrigare le ottime colture della zona. Il Basento attraversa la pianura del Pantano in “dolce declivio”, attraversa il “pone delle tavole” e si incanala nel profondo burrone del Piatamone.

In questa zona, il Basento, riceve un altro torrente proveniente dal territorio di Pignola, dato dal torrente Acqua Bianca, che sgorga dalla zona di Rifreddo e dal torrente S. Angiolo, che sorge nei pressi della chiesa di S. Michele. Le dette acque scendono in modo impetuoso tanto da far girare, tempo addietro, le pale di alcuni mulini. Altre acque attraversano il territorio di Pignola ed alimentano il Basento e sono: il torrente detto Tora, dato dalle acque che fuoriescono dal lago, e il torrente di Rifreddo.

Il lago di Pignola fu una preziosa fonte di integrazione alimentare per le popolazioni del luogo. A dimostrarlo troviamo delle vecchie mappe, contratti di pesca e le notizie relative all’impiego di prodotti naturali del luogo. Nel corso del tempo dal XVII al XIX secolo, storici e storiografi ci hanno tramandato diverse descrizioni paesaggistiche del quadro bucolico della zona. Cenna, G.B. Pacichelli e S. Biase Antonini incentrarono le loro ricerche sull’attività della pesca, mentre L. Giustiani analizza questa attività come una fonte di commercio e di sopravvivenza pur riconoscendo la mancanza di una rete viaria interna tale da permettere gli scambi con i paesi limitrofi.

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