II teatro dell'uomo di un paese è la Piazza. E' il nostro pittore lucano Antonio Masini ad affermare ciò. Egli, infatti, per questa nostra Piazza, ha scritto una pagina stupenda nella quale si legge:

 

 ... la Piazza di Pignola è a sghim- bescio, sbilenca, incerta se andarsene verso la cima del paese con i resti di Chiese e palazzi durazzian

oppure sgusciare verso le faggete di Sellata.

Nel dubbio se ne sta ferina lì ad origliare fra gli stipiti secenteschi di Palazzo Gaeta.

 

Sulle sue pietre nere di lava hanno passeggiato scrittori illustri come Montesanto e Pomilio Pampaloni e Giovanni Russo e tutti hanno avvertito il sottile fascino che questa piazza emana. Tutto ciò forse è dovuto a quegli strani esseri che popolano i balconi e gli sporti dei suoi palazzi. Un popolo di pietra, misterioso, minuscolo, sornione che si affaccia su essa e quando la luce radente del sole del pomeriggio s'infila tra i tetti, la ruggine delle ringhiere si trasforma in oro antico. E a quest'ora che sembra, rivedere tra questi volti, quello misterioso della regina Giovanna la Pazza.  All'interno di Palazzo Gaeta, ancora guardiani di pietra: sculture che raffigurano suonatori di cembalo e di flauto, quasi a ricordarci il La Gorcia, illustre musico che a Pignola nacque ed operò nel diciassettesimo secolo.

 

 

 

 

 

 

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